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Il perduto senso civico.

di Françoise Gehring


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“Una nuova narrazione del mondo” è il titolo di un bellissimo libro di Riccardo Petrella, che rileggo molto spesso perché mi ci trovo pienamente. Nel suggerire il percorso per un mondo nuovo e una nuova convivenza, l’economista italiano pone al centro della sua riflessione il bello, il buono, il giusto, l’amicizia, l’amore, la pace, la solidarietà, l’allegria, la festa e li presenta come valori “politici” e “sociali” fondamentali. Aggiunge che il pragmatismo e il cinismo non hanno mai contribuito a fare avanzare bellezza, giustizia, amore, solidarietà. E sottolinea che alla competitività si debba preferire – sempre –  la collaborazione, che è una delle basi essenziali della partecipazione e dell’impegno civico.

Senza l’impronta dell’impegno civico lo stato sociale, le pari opportunità, i diritti civili e l’ambiente non sarebbero gli stessi. Oggi il senso civico è però maledettamente debole.  E lo è proprio in un momento storico in cui l’impegno dei cittadini è necessario come il pane per rafforzare la dimensione della solidarietà. La realtà ci mostra infatti che la maggioranza delle persone preferisce concentrare le proprie energie contro le istituzioni in modo sempre più duro e verbalmente aggressivo. Mai come oggi prevale la disaffezione, l’individualismo. Mai come oggi il senso civico è in crisi.

Diversi sociologi mettono in relazione il senso civico alla fiducia o alla sfiducia, che hanno radici storiche ed economiche; più debole è la capacità di rappresentanza della politica, maggiore è la sfiducia. La quale cresce in una società che produce disuguaglianze. Insomma l’impegno e il senso civico vengono distrutti nell’osservare l’inefficienza, la corruzione, i favoritismi, la prevalenza degli interessi particolari su quelli generali, la violazione delle norme, l’interpretazione disinvolta delle regole (che non valgono allo stesso modo per tutti), la supponenza di una parte della classe politica. Cosicché ora il pensiero ricorrente è il seguente: fregatene degli altri, cerca di ottenere i maggiori vantaggi possibili per te e la tua famiglia e lascia che gli altri si arrangino.

Per ricreare la fiducia e risvegliare il senso civico, occorrerebbe porre al centro la cooperazione e la collaborazione. Che non significa dire agli altri che cosa fare e calare dall’alto appelli alla partecipazione, schivando poi il lavoro, quello vero. Ma scendere da piedestalli o presunti tali e non avere paura di mettere le mani nelle ortiche. E, soprattutto, valorizzare talenti, capacità, competenze e sensibilità senza avere la presunzione di giudicarle.

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