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La dispensa della Valle – Cooperative di Caneggio e Muggio

caneggio

Dopo la visita a Monte, non lasciamo ancora la splendida Valle di Muggio e dalla sponda destra passiamo all’altra, percorrendo la ripida salita che porta a Cabbio.

Da qui, scendiamo a Caneggio dove Irene Petraglio, attiva nel comitato della cooperativa ‘La Dispensa’ e non solo, ci attende per  un buon caffè. Qualche operaio è già passato per acquistare dei panini e diversi clienti entrano con continuità. Poco prima che esca con il sacchetto del pane, ecco Gilberto Bossi che a fine 2013 ha pubblicato un bel volume sugli ultimi trent’anni della Valle, titolo: ‘Di fatiche e di pace’. Racconta che “il libro spazia su tutta la realtà del territorio, dai fatti accaduti durante l’anno, alle ricerche storiche, alle esposizioni artistiche: poi, avvenimenti legati a feste e sagre della tradizione come quella della castagna, senza dimenticare tutto quello che fa il Museo Etnografico, punto di riferimento per la testimonianza e il recupero della nostra storia”. Documentare, quindi. “Con la scomparsa degli anziani si perdeva molta memoria e non c’è tanto di scritto; riunire in un unico libro quello che ho seguito in questi ultimi trent’anni, mi sembrava utile”.  Un atto di amore? “Amo visceralmente la mia valle, la chiamo selvaggiamente bella. Importante è ripopolare il nucleo, evitare l’isolamento, senza costruire in zone dove nessuno si conosce”. Con Irene, incontriamo il presidente de “La Dispensa” Guerino Piffaretti , figura molto conosciuta  per la sua attività all’Osteria Manciana di Scudellate e la valorizzazione dell’Ostello locale. Cosa dire dei negozi? “Rappresentano un’attenzione molto sentita per gli abitanti del nostro territorio, ma sono apprezzati  anche fuori dalla regione: non c’è scopro di lucro, ci basiamo su un comitato fatto di volontari ed è cosa da rimarcare. Forniamo i clienti che non hanno possibilità di venire da noi: una volta alla settimana arriva il furgone con la spesa e se necessario vengono svolte altre piccole ma significative commissioni, a esempio i rifiuti, le bottiglie da portare via. Abbiamo rilevato il servizio postale, con le agenzie che assicurano continuità per chi non ha o non desidera spostarsi con la macchina”. Il rapporto con i clienti? “Si sa come vanno oggi i negozi; il nostro scopo è servire la gente anziana, poi anche altre fasce d’età, persone, famiglie che si trovano bene qui, una cerchia di clienti fedele. Certo, siamo sempre confrontati con il bilancio e per questo mettiamo in atto diverse strategie; lavoriamo con fornitori della valle, dai salumi, ai formaggini, alla farina. Lottare con i grandi magazzini che già lottano fra di loro, non è facile”. Un desiderio? “  Una sensibilità maggiore degli abitanti per il negozio, senza che questo impedisca di fare anche altre scelte: nutro un po’ di ottimismo se penso che tutti i temi legati al traffico, ai costi di spostamento, potrebbero lasciarci un ruolo interessante nel futuro”. Irene Petraglio, mette in evidenza degli aspetti particolarmente sentiti: “dopo quindici anni di lavoro, sarebbe bello trovare persone che entrino nel comitato dando nuova energia, un ricambio stimolante. Considerando la realtà dei negozi per l’economia del territorio, riusciamo a dare lavoro a sette persone residenti in Valle, un dato importante. Negli ultimi anni si registra una crescita demografica con persone giovani; essere fuori dalla città pur raggiungendola in cinque minuti, favorisce una qualità della vita legata all’ambiente, alle relazioni. I negozi  sono punto d’incontro quotidiano, con buoni prodotti, basterebbe solo qualche cliente in piu’ per essere tranquilli”. Morena, a Caneggio da otto anni, racconta del buon clima che si vive in negozio, “dal bere il caffè insieme ai clienti, alla cortesia nel servizio”. Una cosa che condivide Simona, da due anni alla Dispensa, “perché le persone sono molto gentili e questo lavoro  dà soddisfazione”.  

 

Museo, Mulino e Negozi.

Per capire il nesso costitutivo, profondo, tra Valle di Muggio, abitanti, mentalità e realtà produttive – lo diceva già Gilberto Bossi – non si puo’ prescindere da quello che è un riferimento di spessore culturale e scientifico: il Museo Etnografico a Cabbio, apprezzato in Svizzera e nelle regioni oltre confine. Paolo Crivelli, coordinatore scientifico, racconta brevemente l’esperienza vissuta nelle tracce del presente e della memoria. “Seguo il museo dalle origini e “La Dispensa” è nata dopo; mi ricordo che le persone trovavano importante questa correlazione. Si tratta di una fatica comune su campi diversi e ci facciamo da spalla uno con l’altro per animare la vita della Valle”. Che tipo di museo è, il vostro? “Essere attenti al territorio, alle persone, è una ricerca che ci spinge fuori dal museo; ricerca d’identità, dando valore alle cose che esistono. Il museo è stato ed è coscienza critica che ha messo in rilievo ‘l’animus’ del tessuto storico sociale e che oggi si occupa del paesaggio, unico, prezioso, caratteristico”. Il Mulino di Bruzella, rappresenta  il legame con la cultura rurale della Valle, inserita oggi su un piano concreto di attività didattica e produttiva. Sentiamo ancora Irene Petraglio, che ne è ‘mugnaia’. “Il Mulino attira tanta gente ; agli anziani richiama la memoria, mentre i giovani sono incuriositi dalle macine che girano, dal grano che si trasforma, ed  è possibile acquistare la farina per la polenta. Giuseppe Bernasconi, persona  di grande valore, aiuta nella commercializzazione, fa molte consegne, collabora in tutto”. L’ultima visita è al negozio di Muggio. Deby, commessa che viene dal Sussex, qui da molti anni, è  “corretta e disponibile verso la clientela”; collabora Maria Rita, contenta del suo impegno e “del buon rapporto con le colleghe”. Elisabetta, cliente, dice che il negozio “è importante anche per socializzare”. Credo abbia proprio ragione.      

Massimo Daviddi –    

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