>

L’invasione dei libri indipendenti

di Michele Novaga

Book Pride, la Fiera Nazionale dell’Editoria indipendente italiana torna a Milano per la sua quarta edizione in programma dal 23 al 25 marzo presso Base Milano nel quartiere Tortona, vera e propria fucina di idee e creatività 4.0.

Un’edizione – a ingresso libero – suddivisa in otto sottotemi (Parole viventi, Futuro presente, Forme del male, Corpi nel tempo, Paesaggi con figure, Nessuno escluso, Il desiderio umano, Strumenti che sono veri e propri percorsi a disposizione del pubblico della fiera) con 150 stand, 200 appuntamenti in programma e tantissimi ospiti italiani e stranieri attesi.
Da Laurent Binet che presenta “La settima funzione del linguaggio” a Corrado Stajano che con “Patrie Smarrite” narra la memoria intima e la narrazione civile del grande enigma che è il carattere italiano, da Frank Westerman che parlerà della sua ultima fatica “I soldati delle parole” a Adriano Sofri con il suo “Narrazione di Kafka”, da Emma Glass che discuterà del suo perturbante romanzo d’esordio “La carne” a Guido Viale autore di “Slessico famigliare e il ‘68 sul logorio delle parole della politica causato dal mainstrem e su quello che è accaduto nei cinquant’anni da quel periodo fino ai giorni nostri, da Katerina Tuckova con “L’eredità delle dee” romanzo tradotto in 15 lingue e dedicato alla comunità delle donne guaritrici che vivono nelle montagne dei Carpazi a Fulvio Abbate che presenta “Love. Discorso generale sull’amore”, da Catherine Lacey con “Le risposte” a Marco Aime che presenta “L’atlante delle frontiere” dove le frontiere, anche se immaginarie, diventano una delle chiavi attraverso cui stiamo imparando a leggere il mondo, da Saleh Addonia autore di “Lei è un altro paese” racconti cupi e grotteschi che narrano la difficoltà di crescere in un campo profughi, a Michela Murgia che insieme ad Alessandro tedesco discuterà di “Fantasie di stupro” di Margaret Atwood, da Eli Gottlieb che presenta “Un ragazzo d’oro” disavventure di un ragazzo autistico in una comunità di cura a Maurizio Pallante che presenta “Sostenibilità, equità, solidarietà” manifesto politico che il fondatore del movimento de la Decrescita felice sta elaborando da tempo, fino a Luisa Ricaldone che con “Ritratti di donne da vecchie” esplora il rifiuto della nostra epoca a confrontarsi con l’invecchiamento del corpo e Alessandro Robecchi con il suo best seller “Follia maggiore”. Tutti guidati – così come i 30.000 visitatori previsti – dallo stesso filo conduttore del tema dell’edizione del 2018 della manifestazione: “Tutti i viventi”. Un tema che nelle intenzioni degli organizzatori vuole rappresentare la molteplicità e il mutamento per raccontare le forme di tutti i viventi, le loro idee, azioni, contraddizioni, i progetti, i legami, i contrasti. “Parole chiave di Book Pride alle quali si vuole restituire centralità sono l’indipendenza, intesa come rischio, visionarietà, coscienza e incoscienza, e l’orgoglio nella sua dimensione di laboriosità strategica, quel bisogno di fare le cose con più scrupolo possibile: perché lo scrupolo – cioè il prendersi cura – è il modo in cui l’orgoglio si esprime”, spiegano gli organizzatori.

Ad aprire la manifestazione venerdì 23 marzo alle 16.00 una conversazione con Marco Belpoliti, Helena Janeczek, Nicola Lagioia e Antonio Scurati moderati dal direttore creativo Giorgio Vasta durante la quale si concentrerà l’attenzione al neofascismo italiano – sempre più sottile, persuasivo e pervasivo – e su quell’antifascismo, radicale e irrinunciabile che è a tutela di tutti i viventi. E sempre a proposito di viventi Book Pride assume Orlando, Frankenstein e Pinocchio –  tre personaggi radicalmente, euforicamente e disperatamente umani – come i tre viventi letterari simbolo dell’edizione 2018. E ad essi dedica alcuni appuntamenti tra i quali tre interviste impossibili con Sonia Bergamasco, Nadia Fusini, Chiara Valerio, Paolo Rossi, Paolo Mauri e Gioele Dix.  

Non mancherà come lo scorso anno la rassegna Suisse Pride, un ciclo di incontri su e con autori svizzeri organizzato da Roberta Gado per conto della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia: dal dialogo in francese tra Pascal Kramer (Gran premio svizzero di letteratura 2017) e Yasmina Mélaouah al ritratto di Philippe Rahmy raccontato dalle sue traduttrici  Monica Pavani e Luciana Cisbani . Dalla conversazione in parallelo tra i poeti Fabiano Alborghetti (Premio svizzero di letteratura 2018 con il libro Maiser) e Vanni Bianconi autore di “Sono due le parole che rimano in ore” all’incontro con David Bosc autore de “La chiara fontana” e la sua traduttrice Camilla Diez al microlaboratorio di traduzione poetica dal tedesco di tre poesie di Thilo Krause con il coinvolgimento del pubblico.

Programma completo

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>