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‘Perseo in fonderia’, di Massimo Daviddi.

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Nonostante la trasformazione avvenuta nella modernità, l’idea greca di téchne, (tecnica) originariamente legata all’arte,permane nell’artigianato come sintesi di manualità, ricerca, creazione. E’ il valore della presenza umana, la tensione per la scoperta. Tutto questo lo troviamo a Mendrisio, all’interno di una fonderia in via Vignalunga.

Il biglietto da visita di Andrea Ziino, direttore della ‘Perseo SA’ fonderia d’arte d’eccellenza per le sculture in bronzo, porta l’immagine del capolavoro di Benvenuto Cellini, la statua dell’eroe esposta sotto la Loggia dei Lanzi, a Firenze. Più di sessant’anni di attività e come clienti artisti di fama internazionale. Qualche nome: Nag Arnoldi, Salvador Dalì, Sonja Knapp, Gabriela Spector, Rolf Brem, Pedro Pedrazzini. E Botero, Arnaldo Pomodoro.

Andrea Ziinoci accoglie con simpatia e cordialità sul grande piazzale; l’entusiasmo che mette nel descrivere l’essenza di questo lavoro sta alla base della sua scelta professionale, orientata inizialmente a un altro settore. Piove, sullo sfondo il sentiero che porta a Meride, il verde intenso e intorno a noi statue di grande dimensione.

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Cosa vediamo? “Sono opere monumentali di Salvador Dalì. ‘Il profilo del tempo’; sulla destra ‘La donna in fiamme’. Dove stiamo passando, ‘Il cavallo con l’orologio molle’ e quelle sdraiate, ‘L’omaggio a Tersicore’, ‘L’elefante spaziale’.Davanti, ‘La venere spaziale’. Tornano dopo le esposizioni; vengono stoccate per dare modo a chi viene di poterle ammirare e quando ripartono per nuove collocazioni restauriamo la patina, creando condizioni ottimali”.

Anche la storia di Andrea è fatta di terre lontane, magiche per bellezza; di emigrazione e integrazione. “Nasco da una famiglia tradizionale, il più piccolo di sei fratelli: mia madre ha cresciuto i figli, mio padre lavorava nelle cave, quella dei Rossi ad Arzo e poi a Saltrio, dove sono cresciuto”. Le origini? “Siciliane. Di San Fratello, San Frareu, luogo d’arte e cultura dove si parla il gallo-italico, lingua dialettale che nasce dal normanno e dal francese. I miei si sono trasferiti al nord negli anni ‘50, una vita di sacrifici e di lavoro”.

Il suo percorso? “Mi sono diplomato in ragioneria studiando la sera e lavorando di giorno. La scelta successiva è stata occuparmi di Financial planning per una società di consulenza, un campo che mi interessava ma che poi è andato suobiettivi differenti”.

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E dopo? “Vengo a sapere che alla Perseo cercavano personale. Fin da bambino ero appassionato all’arte; lascio abito e valigetta e mi presento”. I primi passi? “In gergo si dice, ‘il bocia’. Dare la gomma lacca ai tasselli, preparare l’isolazione dei modelli per fare il negativo, pulire per terra e altro ancora. In concomitanza, chi si occupava della patinatura–l’ultima fase della scultura – stava andando in pensione: la necessità ha fatto sì che iniziassi io, da subito affascinato. Si lavora a stretto contatto con l’artista che, a esempio, ti dice di volere la scultura con un certo tipo di verde, dove le nuance di verdedate dall’ossidazione sono molteplici. Allora, in accordo, cerchiamo una soluzione. Ci metto del mio ed è appagante ”.

Come possiamo descrivere l’ambiente della fonderia? “Vedendo la fusione, ma vale per tutti i reparti, si percepisce un clima arcaico, primordiale: il fuoco smuove dei sentimenti interiori, forti. Incredibili”. Ha iniziato dalla fine. “Sì. Ma tutte le fasi che precedono la patinatura sono importanti. Dall’artista che ci dà un modello, pietra, gesso, legno, terra cruda, nasce tutto. Il processo a cera persa inizia con la formazione della maquette: gli artigiani creano un negativo esatto coprendo l’argilla e cera con diversi sottili strati di silicio in gomma e gesso. Si tratta di una delle parti più complesse del processo del bronzo che, se ben fatto, è in grado di catturare ogni dettaglio della creazione originale”.

 

Parole che contano.

Diversi passaggi completano l’opera, parlarne meriterebbe un capitolo specifico. Chiediamo ad Andrea se riconosceun maestro. “Arnoldo, che mi ha dato le basi. Anche la fortuna di frequentare due anni d’istituto tecnico, prima di ragioneria. Chimica,la materia più importante e questo mi ha aiutato nello sviluppare patine e tecniche nuove”. Competenza e tecnologia. “Un nostro punto di forza. Il metodo a cera persa trova le sue radici nell’antichità: altre tecniche, il sistema ceramico, la microfusione sottovuoto”.

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Le persone? “Preparate e motivate, alcune con formazione accademica. Dico sempre che tutto quello che facciamo è grazie al team, ai colleghi. Se vuoi rispetto devi essere il primo a dare l’esempio; sto con loro, lavoro con loro,l’unico pregio che mi attribuisco”. Apprezzamenti? “Abbiamo avuto la fortuna di lavorare per artisti di calibro internazionale. Restaurato opere di Henry Moore: non è poco”.

Le parole contano e nel colloquio si ricorda la figura di Franco Amici. “La fonderia, una tradizione di famiglia, fino a quando ne ha creata una con il suo nome: il trasferimento in Vignalunga. Perseo. Uomo di grande rigore e professionalità. Gli sono stato accanto nei momenti più difficili della malattia e una delle cose che non dimentico e mi emoziona ancora, sono queste sueparole. Sai, qualcuno mi viene a trovare, ma ogni tanto mi annoio perché non è gente di fonderia”.

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Nel progetto di Andrea Ziino e del gruppo, apertura e sostegno allo sport, contatti con il mondo della scuola, visite guidate, corsi di tecnica della scultura. E il prossimo 23 luglio, un’iniziativa a scopo benefico: ‘MirArte’, organizzata con la Vineria dei Mir, il Football club Mendrisio, la collaborazione dell’Ente Turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio. Arte, musica, buon cibo. Perseo, figlio di Zeus e Danae, porta sandali alati e un elmo che lo rende invisibile. Forse, starà nascosto tra queste grandi statue, pensando a quanto gli uomini sono capaci di fare.

 

                                                                                                  Massimo Daviddi –

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