Dal nostro corrispondente a Milano Michele Novaga


La notte di Natale del 1997, all’età di 76 anni, moriva all’improvviso, nella sua villetta a tre piani di Lugano, uno dei più straordinari talenti artistici italiani del Novecento: Giorgio Strehler. La città di Milano, che dall’età di sette anni aveva accolto quel giovane proveniente da Trieste che tanto lustro le ritornò con il suo genio e il suo estro, dedica a Strehler un calendario molto ricco di iniziative in occasione del ventesimo anniversario della sua scomparsa.
Una sinergia concordata tra tre grandi poli culturali meneghini di importanza mondiale (Scala, Palazzo Reale e soprattutto quel teatro, il Piccolo Teatro, che lo stesso Strehler fondò nel 1947 insieme a Paolo Grassi e Nina Vinchi). Tutti insieme per ricordare il Maestro.
Ad aprire idealmente le celebrazioni il 28 ottobre era stato un concerto di Ornella Vanoni – artista che ha collaborato con Strehler e al quale fu legata anche sentimentalmente – proprio nel teatro (Strehler) che porta il suo nome.

 

IL PICCOLO TEATRO RICORDA STREHLER – Tra novembre e dicembre si svolgono al Piccolo Teatro Studio quattro serate intitolate a quegli autori – Cechov, Shakespeare, Brecht e Goldoni – coi quali Strehler intrecciò una relazione intellettuale e ai quali si inspirò durante tutta la sua carriera artistica (“Autori che hanno accompagnato il mio cammino di regista in tutti questi anni. Ognuno di questi autori è il segno di una certa coerenza. Ad essi ho dedicato il mio tempo, la mia fatica. Essi sono come una specie di basso continuo che risuona lungo un grande lavoro di teatro e dal quale divergono e si innalzano linee melodiche diverse, per sempre legate ad un filo conduttore segreto”, Giorgio Strehler)
Serate a ingresso gratuito (venerdì 24 novembre, lunedì 4 dicembre, domenica 10 dicembre e mercoledì 20 dicembre) tra testimonianze di artisti e collaboratori, filmati, immagini, frammenti di spettacoli, musiche e letture dal vivo.
Sempre nell’ambito di quella rassegna dedicata al maestro triestino dal suo teatro e intitolata “Giorgio Strehler. L’umanità del teatro”, il chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro di via Rovello dal 23 novembre al 16 dicembre ospita un calendario di 11 proiezioni integrali di registrazioni televisive di spettacoli di Strehleriani. Ma quell’istituzione che lui stesso ideò e cioè il Piccolo Teatro, ha voluto anche dedicargli una mostra allestita nel foyer del Teatro Strehler con manifesti, fotografie, e costumi che raccontano il binomio tra Strehler e teatro e rendono omaggio agli artisti e ai collaboratori.

 

DALLA SCALA A PALAZZO REALE – E se la Scala di Milano dove Strehler ideò, diresse e mandò in scena 35 nuove produzioni per un totale di 500 serate che hanno abbracciato 300 anni di storia della lirica, aveva anticipato il ventennale delle celebrazioni riproponendo lo scorso 17 giugno l’opera Entfuhrung aus dem Serail (ovvero il Ratto del serraglio) di Mozart con lo stesso direttore d’orchestra Zubin Mehta sul podio anche al debutto nel 1965 al Festival di Salisburgo, Palazzo Reale ha allestito una bellissima mostra, “Strehler fra Goldoni e Mozart” che abbiamo visitato in anteprima. Una mostra ospitata dal 2 dicembre al 4 febbraio (ingresso 6 euro), nella sala più bella e rappresentativa, la Sala delle Cariatidi, danneggiata da un bombardamento alleato durante la seconda guerra Mondiale e mai ricostruita (a parte il tetto e il pavimento) a testimoniare la barbarità della guerra. Qui, sin dall’entrata, ci si immerge nel mondo di Strehler, delle opere, dei costumi di scena, dei collaboratori, delle testimonianze: da “Il Ratto del Serraglio” al “Così fan tutte”, da “Le nozze di Figaro” al “Don Giovanni” tra elementi di scenografie, video di spettacoli, bozzetti, figurine e anche statue come quella famosa del Commendatore del Don Giovanni. Non mancano lettere private come il carteggio con la madre alla quale il maestro triestino racconta le sue incertezze di fronte alla guerra mondiale che sta vivendo. E le massime e i pensieri espressi durante l’arco della sua esistenza e che accompagnano il visitatore alla scoperta della sua personalità: “Il teatro, proprio perché teatro, anche mentre si sta preparando è sempre e soltanto un profondo atto d’amore”. E ancora: “Ho passato una vita nel buio del palcoscenico, ho mandato su dagli inferi più di duecento spettacoli in prosa e in musica, ho contribuito qua e là a disegnare un profilo critico più corretto di opere di teatro e di autori tanti e vari nel mondo, ho insegnato a essere in un certo modo morale nel teatro a centinaia di esseri umani, ho dato qualcosa a migliaia di persone nella platea, domande e risposte o solo domande sulle cose, ho aiutato un piccolo cerchio, piccolissimo, il mondo a muoversi e cambiare”.

Nel centro della sala, è stata posizionata una pedana su cui si alternano artisti e ospiti famosi legati al mondo di Strehler in un fitto calendario di performance improvvisate nel ricordo.
“In una società che viene costantemente invitata a prendere conoscenza fulminea ed effimera di tutto quanto si può, la lezione di Strehler invita il visitatore a impossessarsi di realtà da capire e condividere” spiegano i curatori.

Non poteva mancare come gran finale la proiezione sulla facciata di Palazzo Reale del filmato “Strehler legge i Mémoires di Carlo Goldoni” la sera del 24 dicembre. Proprio la notte in cui la cultura italiana e mondiale rimasero orfani di un grande protagonista.

       

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