Un appuntamento unico per tutti coloro che l’hanno amato su Rai 1 martedì 13 e mercoledì 14 febbraio.
Fabrizio De André, principe libero è un film diretto da Luca Facchini
con Luca Marinelli, Valentina Bellè, Elena Radonicich, Davide Iacopini, Gianluca Gobbi
e con la partecipazione straordinaria di Ennio Fantastichini

 

Direttamente da nexodigital.it

«Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare». C’è una citazione del pirata britannico Samuel Bellamy iscritta nelle note di copertina di uno dei dischi più belli di Fabrizio De André, “Le nuvole”. E a questa frase si ispira il titolo di FABRIZIO DE ANDRÉ. PRINCIPE LIBERO, il film a lui dedicato in arrivo sul grande e sul piccolo schermo in concomitanza con i due anniversari che ne racchiudono il viaggio: quello della scomparsa, l’11 gennaio 1999, e quello della nascita, il 18 febbraio 1940.

Coprodotto da Rai Fiction e Bibi Film, scritto da Francesca Serafini e Giordano Meacci e diretto da Luca Facchini, interpretato da Luca Marinelli (nel ruolo di Fabrizio De André), Valentina Bellé, Elena Radonicich, Davide Iacopini, Gianluca Gobbi e con la partecipazione straordinaria di Ennio Fantastichini, distribuito da Nexo Digital (elenco sale a breve su www.nexodigital.it), e andrà in onda maredì 13 e mecoledì 14 febbraio su Rai1. Un appuntamento imperdibile per tutti coloro che hanno amato e amano ancora oggi le sue canzoni e un’opportunità straordinaria per godere di quella che Fernanda Pivano ha definito “la voce di Dio”.

“Principe” e “libero”, due parole che, accostate, raccontano molto bene De André: il magnetismo e il naturale distacco di un principe, sempre pronto a raccogliere e ad appassionarsi alle storie dei diversi, degli ultimi, dei diseredati, e a farne parabola, canzone, preghiera; la ricerca della libertà e il racconto di un viaggio fatto “in direzione ostinata e contraria”, per usare i versi di una sua canzone, che lo hanno reso il testimone e il cantore dell’uomo e della sua divina imperfezione, promuovendone valori come la tolleranza, il perdono, la comprensione, il rispetto, l’amore.

Se queste sono le caratteristiche universalmente note dell’arte di Fabrizio De André, ciò su cui si concentra FABRIZIO DE ANDRÉ. PRINCIPE LIBERO è l’umana avventura del suo protagonista: dall’infanzia ai capolavori della maturità, passando attraverso il racconto accurato degli anni di Genova, del rapporto con la famiglia e dell’apprendistato formativo svolto nei caruggi della città, contornato da amici vicini come Paolo Villaggio – sarà lui a coniare per De André il soprannome con cui è tuttora noto, Faber – e delicatamente più distanti, come Luigi Tenco. Seguono i primi successi – Mina che porta in televisione la sua “Canzone di Marinella” –, le prime timide esibizioni dal vivo, l’incontro con Dori Ghezzi, la vita da agricoltore in Sardegna fino alle drammatiche pagine del rapimento e al successivo ritorno sulle scene. 

 

Scheda

FABRIZIO DE ANDRÉ. PRINCIPE LIBERO mette in scena il racconto di una personalità unica che ha segnato la storia della canzone e della cultura italiana.

FABRIZIO DE ANDRÉ. PRINCIPE LIBERO è una coproduzione Rai Fiction e Bibi Film. Regia di Luca Facchini, con Luca Marinelli, Valentina Bellè, Elena Radonicich, Davide Iacopini, Gianluca Gobbi e con la partecipazione straordinaria di Ennio Fantastichini.

 

Informazioni sul film
tratte Da Wikipedia

ll film inizia riportando il rapimento effettuato per mano dell’anonima sequestri la sera del 27 Agosto 1979, presso la tenuta sarda dell’Agnata, dove Fabrizio e Dori si erano da poco stabiliti in previsione dell’arrivo della nascita della figlia Luisa Vittoria. Da qui vengono poi riportati i momenti che più strutturarono l’infanzia (il salto del fuoco ambientato nel 1954) e l’adolescenza del giovane De Andrè: il breve dialogo col sacerdote suo insegnante, la chitarra in regalo dal padre, la facoltà di diritto privato, le notti brave per le vie di Genova e i primi incontri borghesi voluti dal padre, dove avrà modo di conoscere la sua prima futura moglie, Enrica Rignon, il magico e casuale incontro con Luigi Tenco. I due stringeranno un solido rapporto che durerà fino alla morte di Tenco, avvenuta per suicidio durante il festival di Sanremo.L’incontro con il poeta genovese Riccardo Mannerini con cui farà i suoi primi lavori discografici che, come ricorda Dori Ghezzi, sono stati tra i momenti più alti della sua intera produzione. La musica porta Fabrizio ad esibirisi davanti ad amici e a teatro, dove proprio verrà addocchiato da alcuni rappresentanti della casa editrice BlueBell Records, con i quali pubblicherà il suo primo album registrato in studio, Tutto Fabrizio De Andrè. La storia prosegue ricordando l’amicizia con Paolo Villaggio, la nascita di Cristiano, Mina che cantò La Canzone di Marinella in televisione, il primo incontro con Dori Ghezzi, il divorzio dalla Rignon, la ristrutturazione della villa in campagna ad Agnati dove andò a vivere dopo poco: tutto accompagnato cronologicamente dalla musica originale del cantautore (Preghiera in Gennaio, Anime Salve, Le Acciughe fanno il Pallone, Introduzione). Il racconto prosegue fino alla ripresa della scena iniziale riportando in breve quelle che furono le condizioni effettive a cui furono sottoposti per oltre tre mesi i due giovani dai loro rapitori. Una volta scagionati, Fabrizio non sembra riservare rancore per i due malfattori, e riprende a scrivere fino ad accompagnare alla morte il così tanto amato padre, Giuseppe De André. La pellicola termina con la suggestiva scena degli attori intenti a guardare a teatro la proiezione dell’ultimo concerto tenuto da De Andrè, in particolare la canzone Bocca di Rosa.

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