Dal nostro corrispondente  Michele Novaga

Ogni estate nelle serate più calde e afose di giugno e luglio alcuni cortili delle case popolari Aler del quartiere Giambellino si aprono all’esterno e diventano un cinema. Proiezioni gratuite precedute da un’anguriata e popcorn con cui gli abitanti accolgono gli ospiti. Scendi c’è il cinema, questo è il nome dell’iniziativa che si svolge da diversi anni, è un cinema all’aperto come quelli di una volta in cui gli abitanti delle case mostrano la ricchezza e la forza di uno dei quartieri di periferia più antichi e più difficili della metropoli.

Ma Scendi c’è il cinema non è che uno dei tanti progetti che si sono attivati in città grazie a “bando alle periferie” del Comune di Milano. Un bando che mira a rigenerare le periferie milanesi a partire dalla cultura, dalla socializzazione attraverso il coinvolgimento dei suoi abitanti. Nel 2017 sono stati 160 i progetti presentati da oltre 500 associazioni che si sono suddivisi un finanziamento di 540.000 euro messo a disposizione dalla giunta del sindaco Beppe Sala che, ancora prima di cominciare il suo mandato di primo cittadino, aveva capito l’importanza delle periferie. Proprio al Giambellino aveva cominciato la sua campagna elettorale per salire sulla poltrona più alta di Palazzo Marino.

E il suo impegno non si è esaurito qui: la prima seduta del consiglio comunale si è svolta proprio in questo quartiere a sottolineare come le periferie si trovino al primo posto dell’agenda della giunta milanese. Beppe Sala sa benissimo che intervenendo sulle periferie i benefici ricadranno sul benessere di tutta la città: per questo ha elaborato un piano quinquennale che necessita di 356 milioni di euro per recuperare tutte quelle periferie lasciate al proprio destino negli scorsi decenni (Gallaratese, Bovisa, Adriano, Corvetto e Giambellino appunto). Non solo riqualificazione degli edifici e delle case: ma anche realizzazione di centri di formazione per le attività imprenditoriali e teatri per l’infanzia, efficientamento dell’energia nelle scuole, costruzione di nuovi istituti scolastici, miglioramento dell’illuminazione pubblica, rafforzamento dei trasporti pubblici e ampliamento del verde. Intanto i primi 5 milioni provenienti da fondi pubblici europei, il Comune di Milano ha deciso di investirli per creare innovazione sociale ed economica.

Ma a Milano le periferie interessano anche altri attori. Come la Fondazione Cariplo che alla fine dello scorso anno ha lanciato un programma chiamato “Lacittàintorno”, un programma di rigenerazione urbana che nasce con l’idea di favorire il benessere e la qualità della vita nelle città e in particolare nelle sue aree periferiche e con l’obiettivo di promuovere il protagonismo delle comunità nello sviluppo delle aree attraverso progetti artistici e di aggregazione e iniziative culturali.  “Dobbiamo partire dalle periferie: per questo Fondazione Cariplo è pronta con un grande progetto da 10 milioni di euro per ritrovare l’identità della città a partire da attività legate alla cultura”, ha spiegato Giuseppe Guzzetti presidente di fondazione Cariplo – La cultura è in grado di rigenerare le periferie con importanti ricadute positive sulla coesione sociale. Le periferie hanno un grande potenziale inespresso e ricostruirle non vuol dire dedicarsi solo ai muri delle case o agli immobili. Vuol dire soprattutto ricucire le relazioni”.

Il programma “Lacittàintorno” si basa sulla collaborazione tra scuole, università, istituzioni e attori del provato sociale e dell’associazionismo cittadino e ha come partner strategico il Comune di Milano. Fulcro del programma sono i Community Food Hub centri di gravità dove le persone possono incontrarsi e partecipare ad attività culturali, aggregative e formative orientate al lavoro e alla cittadinanza attiva. Luoghi in cui il tema universale del cibo viene affrontato attraverso corsi laboratori e momenti creativi. Perché come afferma il sindaco Sala: “Riqualificare le periferie della città non significa soltanto investire nella ristrutturazione di beni materiali ma anche riempire di iniziative sociali e di aggregazione i quartieri”.  

 

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