Attivisti LGTB e antifascisti da sempre, Luca Paladini e Luca Caputa Curcio alcuni anni fa hanno fondato “I Sentinelli di Milano”, un movimento nato per difendere i valori della laicità dello Stato e che si batte contro ogni forma di pregiudizio, omofobia e fascismo. Compagni nella vita (si sono uniti lo scorso anno in base alla nuova legge sulle unioni civili), recentemente sono stati vittime di attacchi e minacce sui propri canali social. Promotori di presidi e meeting come quello dello scorso 19 maggio intitolato Stop Hate, sabato 30 giugno saranno in prima fila al Gay Pride che sfilerà per le vie di Milano.

– Immagino che siete indaffarati a preparare il Gay Pride di sabato: che tipo di manifestazione sarà?

Stiamo preparando le ultime cose e perfezionando la playlist perché come Sentinelli di Milano saremo presenti con un nostro camioncino alla parata di sabato. Ci saremo con la nostra allegria, la nostra ironia, i nostri colori, i nostri cartelli e la nostra musica.
Il Pride sarà una manifestazione colorata, divertente, inclusiva e aperta a tutti. Sono diversi anni che ai Pride partecipano sempre di più anche gli etero (single, fidanzati o sposati) che lottano insieme alle realtà Lgbt per l’uguaglianza.

– Perché è ancora importante questa sfilata a Milano come a Roma e in altre città?

Quest’anno i Pride sono ancora di più partecipati, crediamo sia il frutto e il sentimento dell’attuale clima politico italiano. Di fatto i Pride si stanno connotando come le prime manifestazioni contro la deriva razzista, omofobica e discriminatoria dell’attuale governo.
Noi siamo stati al primo DolomitiPride a Trento qualche settimana fa ed è stato bellissimo e molto emozionante vedere sfilare oltre 10.000 persone.

– In Italia, nonostante alcuni provvedimenti a favore dei diritti come per esempio la legge sulle unioni civili, sembra che la questione soprattutto dei diritti LGTB sia ancora un argomento tabù: è così?

Diciamo che la classe politica italiana è un po’ indietro rispetto ai cittadini. Sarebbe intellettualmente disonesto non riconoscere come la legge sulle unioni civili abbia contribuito a sanare degli affetti, delle vite, degli amori che, da due anni godono come tutti, di diritti e non solo di doveri. E siamo consapevoli come le molte unioni registrate abbiamo contribuito a migliorare il clima, a rendere meno tabù l’argomento dell’omosessualità e a fare “cultura” abbattendo pregiudizi e luoghi comuni.
Purtroppo la strada è ancora lunga per arrivare alla piena uguaglianza con l’istituzione del matrimonio egualitario ed è, più che mai urgente, dotarsi di una legge contro l’omobitransfobia.

– Ci sono ancora molte resistenze nella società italiana dettate forse anche dalla politica: perché?

Come dicevamo prima la politica non aiuta perché se il nuovo Ministro della Famiglia (volutamente al singolare) dopo pochi giorni dice che “le famiglie arcobaleno non esistono” un aiuto contro le discriminazioni, le intolleranze e le resistenze di quella parte integralista del paese (che c’è) non la dà.
Noi ci batteremo, all’interno del movimento di cui facciamo parte, ad essere di stimolo per la politica per legiferare su diritti civili, matrimonio egualitario e anche per una riforma delle adozioni che consenta anche alle coppie omosessuali e si single di adottare.

– E’ per questo che sono nati i Sentinelli?

I Sentinelli di Milano, sono nati tra il serio e il faceto, in una calda domenica d’ottobre. Era il 2014. Siamo nati quasi per gioco, per scherzo, per deridere le Sentinelle in Piedi, che in quegli anni vegliavano nelle piazze italiane contro ogni forma di tutela e diritto per gli omosessuali nascondendo la loro omobitransfobia dietro “la libertà d’opinione”.
Con cartelli ironici e con il motto “una risata li seppellirà” da quella domenica è partita una realtà e si è costruita una sorta di comunità che oggi porta nelle piazze, oltre che sui social, battaglie per la laicità, l’antifascismo e otta contro ogni forma di odio e violenza.

– Il vostro impegno antifascista e antiomofobia non è passato però inosservato. Oltre a tantissime persone che vi appoggiano ci sono anche, purtroppo, dei vigliacchi che soprattutto via social network vi insultano e minacciano anche di morte: come state vivendo questo momento?

Siamo preoccupati è un po’ impauriti, sarebbe stupido negarlo, se ancora dopo 5 mesi riceviamo continue offese, insulti, minacce di morte per noi due e le nostre famiglie da persone che, anche qui, si nascondono dietro l’anonimato e a profili fake, per scaricarti addosso tutta la loro omofobia. Però stiamo scoprendo anche il bello dei social network con i moltissimi messaggi di affetto, solidarietà e di sostegno per portare questa battaglia per abbattere l’omofobia, il cyberbullismo e l’odio in rete.

– Alla luce dei proclami di questo nuovo governo pensate che verranno ridiscussi alcuni diritti conquistati? Cosa vi aspettate?

Noi dall’attuale governo ci aspettiamo ben poco. Saranno mesi di battaglie continue per difendere quello che si è conquistato e cercare di attaccare per dare un segnale che i diritti civili camminano insieme con i diritti umani e sociali.