A 500 anni dalla sua morte a Milano 1000 iniziative

Manca quasi un anno al 2 maggio 2019 ma Milano ha già elaborato un calendario di manifestazioni ed eventi per ricordare i 500 anni della morte di un genio assoluto come Leonardo da Vinci. Nessuna città, infatti, come il capoluogo lombardo è stata contaminata dalle invenzioni di Leonardo che a Milano visse e lavorò circa venti anni. I più proficui e fecondi della sua vita che hanno lasciato tracce indelebili e ancor oggi tangibili nella città come – solo per ricordarne alcuni – il sistema di navigazione dei Navigli lombardi, il Ritratto di Musico, l’invenzione grafica e pittorica della Sala delle Asse al Castello Sforzesco e il Cenacolo nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie. Nove mesi di iniziative (da maggio 2019 a gennaio 2020) organizzate in stretta connessione con il Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e che coinvolgono anche il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, la Regione Lombardia e altre istituzioni: Ente Raccolta Vinciana, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Basilica di Santa Maria delle Grazie, Fondazione Stelline, Triennale di Milano, Comune di Vaprio d’Adda e Comune di Vigevano.

In realtà le celebrazioni sono già cominciate con la “Leonardo da Vinci Parade”, mostra inaugurata il 19 luglio e realizzata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia dove sono esposti 52 modelli storici leonardeschi e 29 affreschi di pittori lombardi del XVI secolo, concessi in deposito al Museo nel 1952 dalla Pinacoteca di Brera. E proseguiranno con altre iniziative: una mostra intitolata “Leonardo da Vinci: prime idee per l’Ultima Cena” (e allestita proprio davanti all’opera nel refettorio di Santa Maria delle Grazie) proposta dal Polo Museale Regionale della Lombardia: dal 13 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019 si potrà ammirare una raccolta di disegni di mano di Leonardo e di suoi allievi, eseguiti in preparazione del Cenacolo. E poi un ciclo di quattro mostre di alto profilo scientifico a cura della Veneranda Biblioteca Ambrosiana che valorizzerà il proprio patrimonio di opere di Leonardo da Vinci e degli artisti della sua cerchia, che si aprirà a dicembre 2018, per concludersi poi a settembre 2019 con una seconda mostra dedicata ai fogli più celebri del Codice Atlantico.

Ma il vero e proprio palinsesto dedicato a Leonardo da Vinci prenderà il via il 2 maggio 2019 con la riapertura straordinaria della Sala delle Asse del Castello Sforzesco che sveleranno le molte porzioni di disegno preparatorio emerse durante la rimozione degli strati di scialbo dalle pareti attraverso una scenografica installazione multimediale. Dal 16 maggio al 18 agosto 2019 invece prenderà il via la mostra “Leonardo e la Sala delle Asse tra Natura, Arte e Scienza”, nella Cappella Ducale, permetterà di individuare le relazioni iconografiche e stilistiche tra le decorazioni artistiche della Sala delle Asse e la cultura figurativa di altri maestri di ambito toscano, dei Paesi d’Oltralpe e della stessa Milano, grazie a una selezione di disegni originali di Leonardo da Vinci.

Un percorso multimediale, allestito nella Sala delle Armi dal 2 maggio 2019 al 2 gennaio 2020, invece, trasporterà il visitatore nella Milano di Leonardo, conducendolo alla scoperta della città così come doveva apparire ai suoi occhi durante i suoi soggiorni milanesi (in diversi momenti tra il 1482 e il 1512). Nel percorso sarà inserita una mappatura visiva georeferenziata di quanto ancora si conserva di quei luoghi, sia in città che all’interno di musei, chiese ed edifici del territorio. Al visitatore non resterà quindi che uscire dal Castello Sforzesco e passeggiare per Milano alla ricerca dei luoghi in cui Leonardo si muoveva quotidianamente.

Anche Palazzo reale, che ai tempi di Leonardo era il Palazzo Ducale, ospiterà due mostre a lui dedicate. La prima in ordine cronologico, dal titolo “Il meraviglioso mondo della natura prima e dopo Leonardo”, in programma dal 4 marzo al 23 giugno 2019, seguirà le tracce dell’eredità leonardesca fino più o meno al 1570, data in cui si colloca la realizzazione della pala di San Marco di Paolo Lomazzo. E la seconda mostra, dal titolo “La Cena di Leonardo per Francesco I: un capolavoro in seta e argento”, in programma dal 7 ottobre 2019 al 23 gennaio 2020, presenterà per la prima volta dopo il suo restauro la copia del Cenacolo di Leonardo realizzata ad arazzo fra il 1505 e il 1510 su commissione di Luisa di Savoia e di Francesco Duca d’Angouleme, poi re Francesco I di Francia.

Dimostrare l’innegabile influenza di Leonardo sugli artisti contemporanei è l’obiettivo della mostra che sarà allestita alla Fondazione Stelline tra aprile e giugno 2019. “L’Ultima Cena dopo Leonardo” – questo il titolo del progetto – sottolineerà come Leonardo da Vinci sia stato (e sia tuttora) fonte di ispirazione per artisti di diversa tradizione culturale, come Anish Kapoor, Nicola Samorì, Wang Guangyi, Yue Minjun, Zhang Huan

Infine la mostra “La corte del gran maestro. Leonardo da Vinci, Charles d’Amboisee il quartiere di Porta Vercellina”, dell’autunno del 2019 a Palazzo Litta che omaggerà la figura del mecenate Charles d’Amboise che, grazie all’esposizione di due fogli del Codice Atlantico nei quali Leonardo traccia il disegno dell’isolato della sua residenza milanese (l’attuale Palazzo Litta), ricostruirà attraverso materiale ottocentesco inedito l’aspetto del quartiere di Porta Vercellina (corso Magenta) ai tempi di Leonardo.

Ma al palinsesto concorreranno anche il Piccolo Teatro di Milano, che ha programmato tre progetti speciali dedicati a Leonardo: “Il miracolo della cena”, produzione del Piccolo Teatro che vedrà nell’autunno 2019 l’attrice Sonia Bergamasco leggere scritti, appunti e note di Fernanda Wittgens, “Il volo di Leonardo” in scena a gennaio 2019 che racconterà la vita, le peripezie, i miracoli ma anche la sua voglia di volare. E “Essere Leonardo da Vinci. Un’intervista impossibile”, dal 2 al 5 maggio 2019 diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory. L’intervista, scritta in una lingua che ricostruisce il parlato dell’epoca rinascimentale, condotta da Gianni Quillico e Jacopo Rampini, mentre la sceneggiatura è costruita su testi originali di Leonardo, in particolare dal Trattato di Pittura.

E non finisce qui: sono allo studio nuovi itinerari turistici che daranno l’opportunità ai visitatori di entrare nel mondo di Leonardo seguendo le orme delle ricerche portate avanti dal genio di Vinci, dall’enogastronomia alla botanica. Mentre Snaitech proprietaria del Cavallo di Leonardo che campeggia all’ingresso dell’ippodromo di San Siro valorizzerà l’opera offrendola come base per la creatività contemporanea selezionando le migliori riproduzioni in scala del cavallo che diventeranno da maggio a novembre 2019 il soggetto di un’installazione collettiva.