Dal nostro corrispondente a Milano Michele Novaga

Passeggiare per le vie e le piazze di Lodi è sempre piacevole. Lo è ancora di più in questi week end di ottobre quando la città ospita il Festival della Fotografia Etica (https://www.festivaldellafotografiaetica.it/).

Un avvenimento che raccoglie migliaia di persone e che offre ai visitatori ottime fotografie suddivise in tantissime mostre ospitate in diverse luoghi del piccolo centro storico. Un’idea vincente partorita da Roberto Prina e Aldo Mendichi nel 2010 e che ogni anno accresce la qualità delle mostre, degli ospiti e dell’attenzione da parte del pubblico che da quella prima edizione cresce sempre di più: 23 le mostre organizzate, 30 i fotografi che interverranno direttamente a Lodi, oltre 40 gli incontri tra pubblico e protagonisti per un festival che, come precisano gli stessi ideatori, non è riservato a un pubblico di addetti ai lavori. “Vogliamo che questo festival, nato dal basso, abbia un respiro globale, accolga il meglio della fotografia del mondo per far riflettere la collettività: scoprire, attraverso gli scatti selezionati, il mondo oltre i propri confini aumenta la capacità di riconoscersi nell’altro, fa capire che aprirsi non vuol dire rinunciare ai propri valori, aiuta a difendersi dagli estremismi dell’interno, così da diventare un anticorpo vivente contro malattie contemporanee, come la paura o il razzismo”, ha dichiarato all’Ansa Roberto Prina.

Un vero percorso espositivo a tappe che anche noi di acpnet.org abbiamo voluto percorrere perdendoci tra le numerose location e le sezioni del festival (tutte situate a distanza di poche centinaia di metri l’una dall’altra). Anzitutto c’è quella a Palazzo Barni dedicata alle fotografie del World Report Award 2018, selezionate da una Giuria composta da Prina e Mendichi, da Sarah Leen, direttore della fotografia per National Geographic, Francis Kohn, presidente del World Press Photo 2016, e Caroline Hunter, picture editor per The Guardian Weekend che racchiude le mostre Terra Rossa di Tommaso Protti sulla violenze di una città nel cuore dell’Amazzonia brasiliana, “La fine di un’era” di Nanna Heitmann che racconta la storia dei lavoratori dell’ultima miniera della Germania che verrà chiusa a fine anno, “La valle delle ombre” di Camillo Pasquarelli dedicata a chi è costretto a vivere nella cecità a seguito di ferite di armi da fuoco. Ma soprattutto la mostra sui Rohingya di Paula Bronstein i cui scatti bellissimi che ritraggono una cruda e triste realtà per quasi un milione di persone ammassate nel più grande campo profughi del mondo, quello di Cox’s Bazar in Bangkladesh, fanno trattenere a stento le lacrime.

Poi da non perdere “Uno sguardo sul mondo” a Palazzo Modignani in cui sono presenti, oltre a un omaggio a Shah Marai, fotografo francese corrispondente di France Press, ucciso in un attentato a Kabul lo scorso 30 aprile, uno studio di Filippo Venturi intitolato “Fabbricato in Corea/Sogno coreano” sulle due Coree (quella del Nord e quella del Sud), una mostra con scatti d’annata di Michele Guyot Bourg sulla vita dei cittadini di Genova che vivono nel quartiere situato sotto al Ponte Morandi, una mostra sulla guerra in Yemen di Oliveir Laban-Mattei e un progetto di Adam Ferguson sull’era del dopo Boko Haram in Nigeria.

Sono molte anche le mostre dedicate al tema degli animali declinato sotto varie ottiche. Nell’ex chiesa di san Cristoforo vale la pena soffermarsi sugli scatti di Ami Vitale e delle sue “Storie che fanno la differenza” con un focus sui panda della Cina, sulla mostra di Nikita Teryoshin “Discendenza senza corna” dedicata a elefanti e rinoceronti e sul prezzo della vanità di Paolo Marchetti, cruda rappresentazione di come la vanità umana conduca l’uomo a maltrattare gli animali come i visoni.

Abbiamo trovato interessante anche gli scatti di 30 autori diversi racchiusi nelle 30 immagini all’interno dell’ex Cavallerizza, uno spazio che il Festival della Fotografia Etica ha contribuito a riqualificare e che raccontano tanti aspetti della vita umana a tutte le latitudini del mondo.

Infine da non perdere nell’ex Chiesa dell’Angelo la testimonianza di Mary F. Calvert che racconta il fenomeno delle violenze sessuali nell’esercito americano. Un reportage che mette in luce una situazione forse sconosciuto ai più ma che riguarda migliaia di donne che si arruolano nell’esercito USA e che poi finiscono ai margini della società a causa del trauma delle molestie subite.

 

Per saperne di più:

Programma mostre: https://www.festivaldellafotografiaetica.it/2018-mostre-ita/

Dove e quando: Centro storico di Lodi tutti i fine settimana di ottobre dalle 9.30 alle 20.00