Contrariamente a quanto il suo nome faccia intuire, alla Biblioteca degli alberi di Porta Nuova di Milano gli arbusti non sono poi così tanti. Almeno per ora. E coloro che si immaginano una foresta urbana resteranno delusi. Tuttavia in quel giardino botanico, il terzo parco cittadino per estensione dopo il Parco Sempione e i Giardini Montanelli di via Palestro, che insiste su una superficie di 90mila metri quadrati, da qualche tempo dimorano comunque circa 500 arbusti e oltre 135 mila piante di cento specie diverse. Ma questo parco progettato nel 2003 da Petra Blaisse ha una caratteristica unica, almeno rispetto a quasi tutti gli altri grandi (e meno grandi) parchi cittadini. Non ci sono infatti recinzioni ed è di fatto tutto e, sempre, aperto e fruibile. Un motivo di vanto per chi come Ranieri Catella Ceo di Coima lo ha concepito e realizzato: “Il fatto di non avere recinzioni vuol dire che chi lo adotta in qualche modo siamo noi tutti che abitiamo la città. La sicurezza, la qualità e il rispetto delle caratteristiche di questo parco sarà garantito grazie alla civiltà che sapremo dimostrare”.

Certo lo sforzo fatto su un’area che per decenni dal Dopoguerra ai giorni nostri è stato un luogo di incuria e abbandono nel cuore della città è notevole e il lavoro per arrivare fino a qui è stato lungo e costellato da lungaggini burocratiche, proteste e lavori infiniti che hanno visto succedersi alla guida della città ben cinque amministrazioni diverse. Ma tutte accomunate dall’obiettivo di realizzare proprio su quell’area bombardata dagli aerei alleati durante la seconda guerra mondiale (poi divenuta anche un lunapark per un periodo di tempo), un giardino come quello che vediamo oggi. Quel posto ha cambiato radicalmente volto così come tutta l‘area circostante caratterizzata da grattacieli ed edifici iper-moderni come fosse una piccola Manhattan. Ma la bellezza di questo luogo sta sicuramente negli enormi spazi che, nonostante i grattacieli circostanti, danno respiro ad una città caratterizzata da vie tutto sommato strette e da boulevard che non sono certo paragonabili a quelli di Parigi, Londra o Madrid. Spazi in cui vengono esaltate al massimo le geometrie e la razionalità delle forme con linee nette corrispondenti alle strade che lo attraversano e spazi squadrati e circolari  occupati da un anfiteatro mobile per iniziative artistiche e culturali, da un parco giochi per i più piccini, da percorsi ciclabili, da due aree cani, da aree attrezzate per lo sport a cielo aperto, da percorsi didattici dove passeggiare e camminare, anche in una giornata ventosa e nuvolosa come quella della nostra visita, risulta piacevole e anche salutare. Enormi spazi verdi che fanno da tessuto connettivo tra infrastrutture e edifici di un’area un tempo divisa da strade, binari, arterie a grande scorrimento in grado di trasformarsi in punti di raccolta per generare curiosità, incontri e contaminazioni tra le persone. Ora quell’area che collega la sede della Regione Lombardia, piazza della Repubblica, corso Como fino a piazza XXV aprile e largo la Foppa è l’area pedonale più grande di Milano con i suoi 170.000 mq.

Adagiati su una delle panchine in tek modello chaise longue si può leggere tranquillamente un libro contemplando il cielo ma anche la maestosità (criticabile) dei 230 metri della Unicredit Tower o i 26 piani del bosco Verticale, il grattacielo più famoso e premiato al mondo e criticabile, dal nostro punto di vista, anche questo. Sui terrazzi della costruzione di Stefano Boeri infatti risiede un numero di alberi superiore a quelli che ci sono nella Biblioteca degli Alberi.

Nelle intenzioni del direttore della Biblioteca degli Alberi Francesca Colombo l’idea di fare maratone con letture animate, workshop, performance, visite guidate che valorizzino il patrimonio naturalistico aumentando ancora di più il numero di persone (10 milioni) che transitano nella vicina piazza Gae Aulenti ogni anno. Alti i costi di manutenzione (tre milioni l’anno) anche a causa di una vigilanza notturna necessaria. Ma tutti a carico di un privato (la Coima di Ranieri Catella). E l’amministrazione cittadina così è contenta due volte. “La Biblioteca degli Alberi, con la sua varietà, sorprenderà i milanesi e li accompagnerà in una esperienza del verde davvero straordinaria, come nelle più belle città del mondo. Succede a Milano e di questo siamo molto orgogliosi”, ha commentato il sindaco Giuseppe Sala.